giovedì 20 marzo 2014

Ad ognuno le sue frittelle!!!



Buon San Giuseppe a tutti i Giuseppi!!! E buona festa del papà a tutti i papà  e questo post é per uno chef/ babbo, é toscano quindi é un babbo, uno molto speciale: "lo chef Luca Borghini"! Ogni regione come sempre sfodera le sue ricette della festa qui da noi si va di frittelle di riso. É un ricordo che mi arriva da molto lontano, mi riporta indietro ai momenti in cui la sera prima del fatidico giorno la nonna, la mia nonna Ada, iniziava la lunga lavorazione. Si perché noi ne abbiamo uno di Giuseppe in casa e non passava anno che io abbia memoria che la nonna non facesse questo meraviglioso dolce per portarglielo il giorno dopo.
La difficoltà stava nello svegliarsi presto precipitarsi giù dalle scale trasportata dall'effluvio dolciastro e riuscire ad acchiapparne una ancora calda prima che venissero nascoste perché allora benché non sia passato un secolo non si poteva assaggiare niente prima di andare a tavola. Era una regola ferrea che se da una parte ti faceva arrabbiare dall'altra scandiva il tempo conferendogli il suo giusto valore, infondo come recita una  pubblicità odierna:"l'attesa é essa stessa il piacere", oggi é molto facile dirlo, quando si é bambini però non lo é davvero! Tornando però alle frittelle bisogna sapere che come un mantra ogni anno la nonna mi scandiva i vari passaggi ed ogni anno come fosse il primo bevevo le sue parole che sembravano acquietare  anche se momentaneamente la mia sete di ricette!!! Si inizia la sera prima  mettendo a bollire il latte: "mi raccomando aggiungi una buccia di limone é quella che da un certo non so che" quando bolle si versa il riso e si lascia sobbollire fin quando non ha assorbito tutto il latte poi si lascia raffreddare. L'attesa era lunga ma sempre riempita con una presenza così ricca e variegata che le ore sembravano minuti. Finalmente arrivava il momento propizio per aggiungere tutti gli ingredienti uova, zucchero:" non troppo perché poi le passiamo nello zucchero se no stuccano ma allora quanto!?! Quanto... quanto...quanto basta!!! " Questo ha sempre lasciato in me un gap incolmabile: come si fa sapere quanto basta!?? Non l'ho mai capito! Fatto sta che alla fine dopo il lievito e quant'altro il tutto si trasformava ai miei occhi in un terribile pastone che guardavo sospettosa: "domani vedrai sarà raddoppiato!!!"
Non so se ci credessi davvero perché il giorno dopo correvo a verificare se il miracolo era avvenuto.....non mi ha mai disatteso nemmeno una volta! Oggi insieme a questi meravigliosi ricordi resta l'annuale diatriba fra undici fratelli: "come le faceva mamma le fo' solo io! "